London Calling North Pole/Londra Chiama Polo Nord (1956)

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Plot: German Secret Service officers manage to capture an underground radio in Holland and proceed to set up a ‘fake’ resistance dubbed ‘North Pole’. Over a period of three years the German army was able to trick the Allied forces into sending over tonnes of airplane parts, various supplies (including cigarettes) and captured and killed 50 secret agents.

Based on a true story: Operation Englandspiel

It’s hard to make sense of ‘London Calling North Pole’, probably because the silver screen isn’t exactly ablaze with German success stories from WW2, but a quick dip into Duilio Coletti’s filmography reveals he must have had a penchant for German victories, also directing ‘Under 10 Flags’ in 1960 – a film based on the exploits of German Sea Captain Bernhard Rogge who sank 22 Allied merchant ships in the first half of WW2. As if this wasn’t enough, a web search reveals that real-life SS Nazi war criminal Karl Hass makes a very brief appearance in ‘London Calling North Pole’ – apparently he plays one of the prison officers. (source) In stark contrast, veteran actor Folco Lulli, who co-stars, was a genuine partisan rebel who fought in the Cuneo area.

Duilio Coletti (source)

DUILIO COLETTI_ (Penne –  Pescara –   28 dicembre 1906 – Roma, 21 maggio 1999). Sceneggiatore e regista italiano. Laureato in medicina, esercita per qualche anno la professione di medico chirurgo poi, assistendo alle riprese di un film vicino al suo luogo di lavoro si interessa al cinema;  nel 1933, è a Roma e inizia la sua carriera collaborando alla sceneggiatura e come aiuto regista a  “ Il signore desidera? ” di Gennaro Righelli. Passa alla regia nel 1935, con “  Pierpin “. Ottiene un grandissimo successo con “  Il Fornaretto di Venezia” dove firma come John Bird e si fa passare dalla stampa come regista americano. Dopo la seconda guerra mondiale, affronta il cinema di grande impatto spettacolare. Secondo Roberto Poppi “… Duilio Coletti è un regista di grande professionalità è apprezzato per la sua direzione dei film di azione. Da ricordare, in questo contesto, il suo “ Sotto dieci bandiere” ingiustamente accusato di filo-nazismo da una critica poco illuminata, in realtà eccellente esempio di cinema bellico attento non solo agli aspetti spettacolari ma anche alla meticolosa psicologia dei personaggi. Il film, tra l’altro, contiene una delle più straordinarie sequenze di suspence mai realizzate nel cinema non solo italiano “.  Il figlio Enrico lo seguirà nella carriera di regista ma con minor fortuna.

Duilio Coletti Obituary (source)

Director Duilio Coletti has died. He became famous with a version of <>, interpreted by Vittorio De Sica and Maria Mercader

ROME. Director Duilio Coletti died in Rome last night at the age of 93. He was born in 1906 in Penne in Abruzzo and in his lengthy career he directed over 25 films. Among his most celebrated films is “Cuore”, an accurate reconstruction of the book by De Amicis, directed in 1947 with Maria Mercader, (?) maestrina della penna rossa and Vittorio De Sica, (?) il maestro Pieroboni. Never having been a director of great artistic character, Duilio Coletti, who died in his 90’s (he was born December 28, 1906 in Penne a province of Pescara) was equally renowned for one precise characteristic: the great number of films in the historical-popular genre, with which he always enjoyed a good success with the public, thanks also to many name actors. His first work was “Il Fornaretto di Venezia”, based on the drama by Francesco Dall’Ongaro, which he directed in 1939 under the pseudonym John Baird. After the brilliant success of this work, he was in high demand until 1942, with other dramas of a similar type: from “La Maschera di Cesare Borgia”, to “Captain Fracassa” or “Il Mercante di Schiave”. (?) Nonostante he tried to change genres following the war with “L’Adultera”, films which allowed Calamai to with the “Nastro d’argento” ( (?) soffiando alla Magnani, who was certain she would win with “Rome Open City”) (?) si impose ancora with historical films. (?) Furono “I Sette dell’Orsa Maggiore”, “La Grande Speranza”, “Divisione Folgore”. The first

Furono “I sette dell’ Orsa Maggiore”, “La grande speranza”, “Divisione Folgore”. Il primo rievocava un episodio dei mezzi d’ assalto della Marina, il secondo dei sommergibilisti, il terzo dei paracadutisti. Va ricordato che “La grande speranza” vinse due premi al Festival di Berlino del ’54. Sempre sul genere rievocativo di avvenimenti bellici, ricostruzioni di battaglie, avventure vere, sono “Londra chiama Polo Nord”, “Sotto dieci bandiere” con Charles Laughton, “Operazione Crossbow” con Sofia Loren, “Lo sbarco di Anzio” con Robert Mitchum. L’affresco popolare, legato a figure specifiche, era un’ altra sua prerogativa. Si collocano in quest’ ambito “Il Passatore” con Rossano Brazzi, “Il lupo della Sila” con Amedeo Nazzari, “Il Re di Poggioreale” con Ernest Borgnine. Aveva girato anche commedie, come “Tre ragazze cercano marito”, “Miss Italia”, “E’ arrivato l’ accordatore”, “Gli italiani sono matti” (in quest’ ultimo aveva diretto Victor MacLaglen, il famoso interprete del “Traditore” di John Ford). Ma l’opera cui teneva di più, e per la quale è più spesso ricordato, è “Cuore”. Ebbe un grande successo, anche grazie al cast, che comprendeva, oltre Vittorio De Sica e Maria Mercader, anche Giorgio De Lullo e Ave Ninchi. Il suo ultimo film è “Valdez mezzo sangue” e porta la data del 1973. Da allora, il cinema italiano ha ingiustamente fatto a meno di un mestierante di gran classe, abile conoscitore delle leggi dello spettacolo. Coletti fu una delle vittime di una crisi destinata, in quegli anni, a spazzare via alcune delle forze migliori del nostro cinema.

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