Searching for Gianni…

 

g manera1

The following interview was conducted via email in April 2013 just a few months before Gianni Manera sadly passed away. The original Italian text is included below the English translation.

Many thanks to his daughter, Alma Manera, who forwarded my questions to him.

How did you enter the film industry?

I was born in Eritrea, in Asmara to be precise. My parents served in the Italian army. My father was a doctor and my mother was a language teacher, although both of them had an artistic streak – they loved poetry and literature, and my father wrote books during the time before he lost his sight. My education was primarily artistic, even though I graduated in law, but my attitude developed enrolling in theatre and dubbing courses at the Centro Sperimentale (National film school).  I was one of the first actors to join the in-house acting company at RAI, where I had roles in various television dramas.

I got to know some of the biggest names in the industry at the time, Visconti, Leone, Fellini. I worked with some of them. Fellini would call me by a nice nickname, “il gattone” (the big cat). I also dubbed famous American actors, like Richard Burton, Burt Lancaster, and others.

I’ve always been an explosive character, perhaps a bit too much, with an exuberant temperament and overly enthusiastic. At my age, and in slightly poor health, I can admit it. I was always looking for something new, I was a free spirit always looking beyond the Atlantic.

I started out independently, coming up with ideas which then became films and, being someone was has always been allied to the political right, I was lumbering or perhaps naive, who knows? The film industry was on a different side.

I performed in theatres across Europe, reciting poetry inspired by right-wing ideals. I did a tour about d’Annunzio which perhaps attracted a bit too much attention – in those years which weren’t particularly culturally democratic, even if hasn’t changed that much today. Nowadays, even if you’re good, you still need someone to support you.

lunga ombra - locandina 3

The Long Shadow of the Wolf 

Gaetano Manera was my father, a very important figure in my life. I’ve always been fascinated by that period and it inspired me to write screenplays about the stories my father and grandfather passed down me.

Joseph Logan was my brother Enrico’s stage name. He’s always been focused on his career as a visual artist, and today he’s an acclaimed sculptor and painter, highly collectable and his works have been displayed all around the world. The last time I saw his work was at the Biennale in Venice.

 

Order Signed in White

I must say that my films, at the time, were all acquired for home video and television. ‘Order Signed in White’ is a prophetic film for the Italian history books – the judiciary has been in the spotlight for quite some time. Without wanting to appear too modest, it should be reappraised and is deserving of a remake…

Wooden Overcoat and Alma

…just like another one of my films, ‘ Wooden Overcoat’ is a Mafia story, as the critic Ettore Zocaro described it, and it starred the talented Maria Pia Liotta (my ex-wife), my brother Enrico, and it was my daughter Alma’s big-screen debut. Already at that young age she was thrown into the wonderful world of show business. It was very emotional for my ex-wife and I to see her so ready and so at ease in a world which was so far removed from home for a girl of that age. Today, my daughter, Alma, even if I haven’t been able to spend enough time with her, is a highly talented and respected artist who can dance, act and sing. It was very moving to see her perform in the theatre and receive a standing ovation.

Tragedy in New York

Yes, I started shooting it many years ago in the USA and then the last scenes were filmed in Italy. I started editing in Cinecittà but there was a misunderstanding with the production team which generated some confusion and the all of the footage was taken away from me without warning. There were some really great scenes like, for example, a reconstruction of a train station from the 1930s, with a real steam locomotive.

Workprint footage from the unreleased ‘Tragedy in New York’

Television report on the making of ‘Tragedy in New York’

I still do some consultancy work these days and, as an actor, I appeared in a comedy directed by Antonio Salinas.

Un augurio al cinema che sia sempre  un arte nobile e conservi il sogno di chi l’ama

Original Italian Text Interview

Sono nato in Eritrea precisamente ad Asmara i mie genitori prestavano servizio per l ‘esercito italiano mio padre come medico ufficiale e mia madre come insegnante di madre lingua,ma entrambi avevano una vena artistica amavano la poesia e la scrittura e mio padre fece dei libri in quel tempo prima di perdere la vista,i miei studi sono stati prevalentemente artistici anche se ho una laurea in legge, ma la mia attitudine si e’sviluppata con il centro sperimentale di cinematografia,dei corsi di teatro e doppiaggio e la scuola che poi mi avviò a divenire uno dei primi attori della compagnia stabile della RAI,interpretando  diversi ruoli negli sceneggiati,ho conosciuto i più grandi del cinema del tempo, Visconti, Leone Fellini con alcuni ho lavorato,Fellini mi chiamava con un soprannome simpatico “il gattone”.Ho doppiato grandi attori americani ma anche di altre nazionalità , come Richard Burton Burt Lancaster ed altri.Sono sempre stato uno dal carattere vulcanico,forse un po’ troppo dal temperamento esuberante ed un entusiasmo eccessivo,alla mia età e un po cagionevole di salute lo posso ammettere, così da essere sempre in cerca di novità, ero uno spirito libero che guardava oltre oceano,ho iniziato in modo indipendente a produrre delle idee che poi sono diventate dei film,ed essendo uno da sempre solidale con la politica di destra ero  ingombrante per certi versi o forse ingenuo chissà!il cinema era da un’altra parte.

Andavo per i teatri di tutta Europa a recitare poeti ispirati ad ideali di destra,feci una tournée su d’Annunzio,forse attirai un po’ troppa attenzione in quegli anni non proprio democratici per la cultura, anche se oggi non è molto diverso,oggi se sei bravissimo devi anche essere sostenuto,almeno in Italia.

E’il nome di mio padre così come anticipo nella risposta alla prima domanda,figura molto importante nella mia vita,mi ha sempre affascinato quel periodo e mi sono ispirato nella scrittura della sceneggiatura ai racconti di mio padre e del nonno.

Joseph era il nome d’arte di mio fratello Enrico,lui ha sempre portato avanti la sua carriera di artista visivo e’oggi un affermato scultore e pittore,molto collezionato ed ha esposto le sue opere in tutto il mondo,l’ultima volta sono andato alla biennale di Venezia a vedere una sua opera.

Devo dire che i miei film nel tempo sono stati tutti acquistati per l home video e dalle televisioni,Ordine firmato in bianco e’stato un film profetico per la storia italiana,la magistratura e’sotto i riflettori da tempo,senza falsa modestia dovrebbe essere rivalutato e farne un remake così come un’altro film Il Capotto di Legno un romanzo della Mafia così come lo definì il critico del cinema Ettore Zocaro,dove la protagonista era la talentuosa Maria Pia Liotta mia ex moglie,mio fratello Enrico sempre fra i protagonisti e per la prima volta sul set mia figlia Alma già da molto piccola catapultata nel duro e meraviglioso mondo dello spettacolo fu emozionante per me e la mia ex vederla così pronta e naturalmente a suo agio in quella dimensione così lontana da quella più adatta ad una bimba,cioè la casa.Oggi Alma mia figlia anche se non ho avuto modo di starle vicino come conviene È un’artista seria e di grande talento con una grande preparazione,canta,balla e recita, ho provato tanta commozione quando l’ho vista a teatro ed alla fine tutto il pubblico in piedi ad applaudirla.

Si ho iniziato a girare tanti anni fa negli usa poi in Italia per la ultime scene ed il montaggio a Cinecittà ,ma qualche incomprensione nella produzione genero’ un po di confusione e mi furono sottratte senza avviso le pizze di pellicola con scene molto preziose come ad esempio la  ricostruzione di una stazione degli anni 30 con le locomotive d’epoca.

Adesso continuo a prestare qualche consulenza e tra gli  impegni degli ultimi anni come attore, una commedia con la regia di Antonio Salinas. Un augurio al cinema che sia sempre  un arte nobile e conservi il sogno di chi l’ama .

Leave a Reply

Please log in using one of these methods to post your comment:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s