Blue Movie (1978)

WIP

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”BLUE MOVIE”
SPOGLIANDOSI DISCUTONO

ROMA – «E’ un film volutamente pornografico ma con un suo contenuto politico. Un film sulla violenza come mezzo di comunicazione e conoscenza in una società repressiva». E’ la catalogazione che Alberto Cavallone (noto per Le salamandre, Dal nostro inviato a Copenaghen, Afrika, Zelda, Spell, dolce mattatoio) dà di Blue movie, il primo «hard core» italiano che ha finito di girare da poco, concepito completamente al di fuori della produzione ufficiale. «I personaggi – spiega Cavallone – discutono come in un fumetto progressista, sparano, si ascoppiano e si atomizzano, uccidono e eiaculano in un miscuglio dove tutto è sogno. Unica realtà il sesso con le funzioni spinte all’estremo». Parlando del soggetto il regista aggiunge: «Il protagonista di Blue movie non ha contatti con la realtà se non violenti. Il suo approccio non è d’amore, sensuale, ma di antagonismo e di sopraffazione; mentre – tra gli altri personaggi – un negro, simbolo della rivolta che diventa rivoluzione ed infine affoga nel marama pseudosociale, non ha scrupoli nel farsi erotizzare. Tutto questo può cambiare con una rivoluzione, dove la violenza si scatena con un effetto a boomerang tra oppresso ed oppressore». Sempre secondo Cavallone – che ha voluto «un’opera spiacevole, che suoni come un sopruso al cosiddetto buongusto» – la pornografia è il mezzo per farci protagonisti di un’inconscia protesta: «Non dimentichiamo mai – sostiene – che, nonostante l’evoluzione sessuale, un paese capitalista proteggerà sempre la famiglia borghese in quanto protegge se stesso e che l’evoluzione sessuale finisce con il rientrare negli schemi della società capltalista, se a quell’evoluzione non si accompagna la consapevolezza rivoluzionaria che critica la società Intera. Che la società capitalista abbia più paura del sesso che della religione, della politica e della guerra è un punto a favore della forza di rottura della pornografia». Blue movie è stato realizzato da una «troupe» ridotta (nove tecnici oltre agli attori), è stato girato in quindici giorni ed edito in quarantacinque, il suo costo globale è di 33 milioni «Per questo film – conclude Cavallone – è stata scelta la difficile strada della pornografia in un paese che permette a malapena (quando si vuol parlare di sesso) un mediocre ed accettato erotismo. Comunque per tale scelta io e i miei collaboratori (tra i quali gli attori Claudio Maran, Danielle Dugas, Joseph Dickinson) slamo stati mossi da necessità non commerciali ma Ideologiche».

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